

Nick The Nightfly. La musica è tutta la sua vita: è giornalista, conduttore Tv, produttore, autore, Direttore artistico del Blue Note di Milano e naturalmente, deejay. Tutti gli appassionati di buona musica conoscono Nick The Nightfly come DJ di RMC ma Nick è anche un affermato cantante. Da anni canta in diverse formazione musicali e spesso con i suoi grandi ospiti in radio come Pat Metheny, Gil Goldstien, John Pizzarelli, Giorgia, Sergio Cammariere, Renzo Arbore.
Nick è voce solista della Montecarlo Nights Orchestra e quest'anno, accompagnato dalla Montecarlo Night Orchestra e dal bravissimo Dominic Miller, già chitarrista di Sting, duetterà con Sarah Jane Morris esibendosi in alcuni tra i pezzi jazz, blues, funky, pop più noti e accantivanti di tutti i tempi.
La Montecarlo Nights Orchestra nasce da un’idea di Nick The Nightfly e dalla sua passione per le Swinging Big Bands. L'orchestra è formata dai più importanti session men e solisti jazz dell'area milanese che hanno una lunga esperienza in big band.
Con la direzione di Gabriele Comeglio e con il patroncinio di Radio Montecarlo e del suo editore, Alberto Hazan, la Montecarlo Night Orchestra è un organico molto eclettico, capace di suonare nei diversi stili della musica, dal Big Band Jazz al Soul Jazz al Pop raffinato.
Attualmente l’orchestra suona alcuni grandi successi di Frank Sinatra con l’orchestrazione di Nelson Riddle e le composizione memorabili di Burt Bacharach.,Gerge Benson, Van Morrison, Duke Ellington, Cole Porter e altri classici.
Gabriele Comeglio, direttore della Montecarlo Nights Orchestra, ha diretto per quattro anni dal 1996 al 1999 le produzioni in Polygram/Universal al Festival di Sanremo. Ha arrangiato diversi brani per Mina ed ha collaborato con la propria formazione di fiati agli ultimi due tour di Franco Battiato. E' autore di musiche per la televisione ("Quelli che il calcio"). Ha suonato ai festivals di Umbria Jazz, Lugano , Malta , Montreal e alla Town Hall di New York.

RICKY PORTERA è il fondatore degli Stadio da cui si è separato dopo i fortunati primi quattro album che valsero al gruppo, proprio per la presenza del grande chitarrista, il soprannome di "Toto" italiani.
Storico collaboratore di Lucio Dalla, Ricky è stato anche chitarrista di Ron e di altri autori italiani come Eugenio Finardi, Loredana Berté, Neck, Massimo Bozzi, Paola Turci, Anna Tatangelo.
È considerato uno dei migliori chitarristi italiani, possiede qualità tecniche e talento indiscussi e riconosciuti da tutti i colleghi e dal pubblico più competente. In particolare è noto per l'intensità emotiva dei suoi assoli, e l'uso originale del "tapping" anche "strisciato" e della leva. Lucio Dalla ha "celebrato" le virtù tecniche e il fascino che Portera ha da sempre sul pubblico femminile, scrivendo per lui il brano "Grande figlio di puttana" che divenne, nel 1982, il primo grande successo degli Stadio.
Nel 1990 realizza il suo primo album da solista (omonimo) che riceve un buon riscontro di vendite. Al disco collaborano ospiti illustri come il sassofonista James Thompson e il vecchio amico Giovanni Pezzoli degli Stadio. Nel 2007 esce il secondo album solista, Ci sono cose, nel quale riprende anche un classico degli Stadio, ovvero "Canzoni alla radio" (scritta nel 1986 proprio da Portera insieme a Luca Carboni) e per l'occasione ricompone il nucleo originale degli Stadio.
Più recentemente ha svolto insieme al gruppo Custodie Cautelari un intenso tour con i sei migliori chitarristi italiani; da questa esperienza è nato anche un CD live dal titolo La notte delle Chitarre.
GERMANO SEGGIO è il chitarrista e compositore siciliano, il genere di musica che Germano Seggio predilige è la fusion (rock,jazz, blues, funky, pop). La chitarra è lo strumento che lo appassiona fin da piccolo portandolo a suonare ancora giovanissimo al teatro di Verdura al fianco del compositore minimalista Rhys Chatam. Nel tempo ha suonato anche con Paolo Belli, Paola Folli, Andrea Braido chitarrista di Vasco Rossi, Carl Verheyen mitico chitarrista dei Supertramp, Carl Verheyen.
L'attività musicale di Germano Seggio arriva a maturazione nel 1999-2000 quando entra a far parte del progetto World Music “Nuclearte” che gli dà la possibilità di lavorare per l’etichetta Real World di Peter Gabriel e di girare quindi per il mondo affiancando artisti internazionali quali: Susan Vega, Midge Ure, Evia, Avion Travel e altri suonando Live anche per l'Inglese BBC e riscuotendo così successo anche a livello internazionale.
Carico dell'esperienza maturata con Real World con cui registra il primo CD dei Nuclearte che verrà successivamente distribuito dalla bmg-ricordi in Italia e dalla Womad select all’estero, tra il 2003 e il 2005 vince vari concorsi nazionali per chitarristi.
Nel 2006 i primi risultati da parte della stampa nazionale di settore quali Guitar Club, Chitarre, Axe, Arlequins, Musik Off, Attik Music, Guitar List, Chitarristi.com, Accordo.it etc.. Nello stesso 2006 il cd Back to Life, entra a far parte delle programmazioni delle più importanti radio olandesi, inglesi, americane ma anche italiane tramite Radio Rai Uno. Il cd viene distribuito anche negli States ed in Giappone e venduto online tramite i più importanti portali di settore. Nel 2009 è stato pubblicato Life Box, l'ultima fatica da solista di Germano Seggio.
Il sodalizio artistico che lega i due chitarristi è ormai rodatissimo. I due dividono lo spettacolo portando on stage i propri maggiori successi musicali. Apre il concerto Germano Seggio Project presentando i brani del suo ultimo lavoro discografico "Life Box", a seguire, il duo Seggio -Portera si scalda e esplode sul palco interpretando un repertorio di musica pop/rock nazionale ed internazionale che spazia dai classici di Jimi Hendrix e Beatles, ai must degli Stadio, di Vasco Rossi, di Finardi ed altri.

E' sicuramente il jazzista italiano più conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali.
Tra la sua numerosa discografia sono da segnalare gli imperdibili Quartet (ECM 1978) “Rava l’opera Va” (Label Bleu 1993), “Easy Living” (ECM 2004), "Tati" (ECM 2005) e “The Words and the Days” (ECM 2007) e l'ultimissimo " New York Days" (ECM 2009).
Non è difficile usare i superlativi per raccontare la sua avventura musicale, talmente ricco è il suo curriculum, talmente affascinante il suo mondo musicale, talmente lungo l'elenco dei musicisti con i quali ha collaborato ,italiani, europei, americani: Franco D'Andrea, Massimo Urbani,Stefano Bollani( con cui suona da anni inun acclamatissimo duo) Joe Henderson, John Abercrombie, Palle Danielsson, Jon Christensen, Pat Metheny,Archie Shepp, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Michel Petrucciani, Charlie Mariano, Joe Lovano ( con cui dirige un quintetto agli inizi degli anni 90 ) Albert Mangelsdorff, Dino Saluzzi, Richard Gallliano, Martial Solal, Steve Lacy ecc...
Ha effettuato tours e concerti in USA, Giappone, Canada, Europa, Brasile, Argentina, Uruguay partecipando a importanti Festival (Montreal, Toronto, Houston, Los Angeles, Perugia, Antibes, Berlino, Parigi, Tokyo, Rio e Sao Paulo, ecc.) E' stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della rivista "Musica Jazz", risultando vincitore anche nelle categorie "miglior gruppo" e "miglior disco italiano.
Nominato “Cavaliere delle Arti e delle Lettere” dal Ministro della Cultura Francese, nel 2002 ha anche ricevuto il prestigioso “Jazzpar Prize” a Copenhagen.
Negli ultimi tre anni è comparso al 4 ° posto del referendum della rivista americana Down Beat, nella sezione riservata ai trombettisti,alla spalle di Dave Douglas, Wynton Marsalis e Roy Hargrove.
Nel gennaio 04 si è esibito per una settimana nel prestigioso Blue Note di New York, bissando ancora il successo alla Town Hall e poi ancora al Birdland (2006 e 2008). Attualmente, oltre al suo New Quintet (insieme a Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Pietro Leveratto e Fabrizio Sferra) ama esibirsi in duo con il pianista Stefano Bollani e con un gruppo di giovanissimi talenti, un ottetto denominato Rava Special Edition.
Nel 2007 ha pubblicato per la ECM i Cd “ The Words and the Days” in quintetto e "The Third Man" in duo con Stefano Bollani.
Agli inizi del 2009, sempre per la ECM, ha pubblicato il nuovo Cd inciso a New York con Stefano Bollani, Paul Motian, Larry Grenadier e Mark Turner.

Ha frequentato la Horace Mann School a Riverdale, nel Bronx, e il Columbia College di New York. Mentre frequentava l'High School, si esibiva regolarmente in locali siti a Manhattan. Al Montreux Jazz Festival del 2000 vinse un premio per l'interpretazione di "A night in Tunisia" di Dizzy Gillespie; nel 2002 raggiunse il primo posto sulla Billboard traditional Jazz chart, fu il più giovane artista solista a riuscirci.
Cincotti apparve in un piccolo ruolo nel film del 2004 "Beyond the Sea" e contribuì alla realizzazione della colonna sonora dello stesso. Ebbe anche un piccolo ruolo, come pianista, in Spider-Man 2. La canzone "December Boys", contenuta nel suo ultimo album "East of Angel town", è inserita nella colonna sonora dell'omonimo film (di produzione australiana). Il suo cd di debutto, "Peter Cincotti", è una raccolta di tradizionali canzoni jazz, mentre il secondo "On the Moon" contiene qualche pezzo originale dell'artista. Il suo ultimo lavoro "East of Angel town", contiene tutti lavori personali dell'artista; quest'ultimo lavoro iniziò quando Cincotti si unì in squadra con David Foster, Humberto Gatica e JochemVan deer Saang. Il 27 luglio 2008 ha ricevuto il "Riccio d'Argento" della XXII edizione della rassegna Fatti di Musica ideata e diretta dal promoter musicale Ruggero Pegna per il successo mondiale del suo album.

Fra i tanti il clarinettista turco di origini rom Salim Sesler, Tuncel Kurtiz e Ahmet Uourlu, entrambi oltre che musicisti celebri star del cinema turco, la quasi novantenne Semiha Berksoy, prima cantante dell'opera di Istanbul e rinomata pittrice, le cui opere sono state recentamente esposte alla Biennale di Venezia, e scomparsa lo scorso anno. I rapporti con il cinema e il teatro sono peraltro una costante del lavoro di Baba Zula, che ha realizzato diverse colonne sonore per film e piece teatrali.
Le collaborazioni per cui sono più noti in Europa sono tuttavia quelle con musicisti "occidentali", come il celebre mago del dub Mad Professor, londinese di origini giamaicane, che ha prodotto i loro due ultimi dischi "PsychoBelly Dance Music" e l'appena uscito "Belly Double". O altri due rinomati musicisti giamaicani come Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, entrambi presenti sul loro ultimo disco, con il quale la fusione creativa di ritmi e sonorità reggae e tradizione orientale si è ulteriormente spinta in avanti, facendo coniare per loro l'etichetta di "oriental dub". A un suono "progressivo" e al tempo stesso "viscerale" si accompagnano spesso dei testi politicamente espliciti, tanto che ben 5 canzoni del loro ultimo disco sono state proibite dalla radio e dalla televisione nazionale turca, fra le quali "galiba hamileyim (penso di essere incinta)" e "özgür ruh (free spirit)". Il loro impegno sociale è anche testimoniato dall'esser stato scelto come gruppo di apertura per il concerto di Manu Chao all"Efen Pilsen Summer Festival", una manifestazione che porta ogni anno ad Istanbul, di fronte a decine di migliaia di spettatori alcune star occidentali (Moby, Chemical Brothers) assieme ad artisti locali.
Una delle ultime collaborazioni, nata durante la realizzazione del film "Crossing the Bridge", è quella con Alexander Hacke, bassista dei berlinesi Einstürzende Neubauten, che ha suonato anch'egli nel loro ultimo disco. Il rapporto fra Baba Zula e la Germania è peraltro molto forte. Sono stati spesso paragonati ai mitici "Can", gli inventori del Krautrock che nei primi anni Sessanta mescolavano rock e avanguardia e diverse influenze musicali etniche, frutto della collaborazione con musicisti di diverse nazionalità. Il canale televisivo francotedesco ARTE ha inoltre invitato Baba Zula lo scorso anno per una speciale trasmissione dedicata alla nuova scena musicale di Istanbul, ancora prima che il film di Fatih Akin li rendesse ancora più popolari.
Il gruppo arrriva in Italia per una tournèe nella quale non mancheranno le "psicodanzatrici del ventre" che animano i loro show, e che si preannuncia unico e di forte impatto sonoro e visivo.

L’idea dell’Orchestra di Piazza Vittorio è bella e importante già sulla carta: 16 musicisti provenienti da 11 paesi e 3 continenti, 8 lingue che si uniscono per creare una musica che non è mai esistita prima. World music nel vero senso della parola, musica del pianeta Terra, tutto il pianeta Terra... Prima ancora che emettano una nota sono uno spettacolo unico a vedersi, incarnazione perfetta di un mondo ideale e multiculturale in cui le differenze sono finalmente solo un valore aggiunto. Se è vero poi il detto che tutte le strade ci vanno a finire, questo non poteva che succedere a Roma, al quartiere Esquilino. Da lì, infatti, è partito e si muove il progetto di Mario Tronco (direttore/domatore dell’orchestra e già tastierista degli Avion Travel) e dell’associazione Apollo 11, da quella sede ufficiosa delle Nazioni Unite che è ormai diventata la Piazza Vittorio da cui prendono il nome.
Quando l’orchestra inizia a suonare però tutta questa retorica va a farsi benedire, travolta dalla forza d i una musica che non lascia scampo tanto è carnale e viscerale, più forte di qualunque discorso sul ‘buono’ e sul ‘giusto’ possa venire in mente. Una musica densa di suggestioni che riesce ad essere allo stesso tempo libera ed organizzata, legata alle tradizioni e rivolta verso il futuro. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto. Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Musica di tutti, per tutti.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è un “prodotto” senza target, una meravigliosa anomalia nel mare contaminato del pop che non può essere incasellata in nessuna categoria di comodo. C’è un modo solo per capire e godere della loro musica: liberare la mente ed ascoltare.

La sua musica affonda le radici nella tradizione classica con l'innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea. Le sue melodie, profondamente evocative e di grande impatto emotivo, lo hanno reso oggi uno degli artisti più apprezzati e richiesti della scena europea.
A seguito del suo ultimo album, Divenire (Decca 2006, Disco d'Oro in Italia), ha fatto un tour europeo di oltre 80 concerti, culminato nel novembre del 2007 con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra davanti a 4000 persone.
Nato a Torino il 23 novembre 1955, si è diplomato in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, e si è perfezionato sotto la guida di Luciano Berio.
Verso la fine degli anni Ottanta attraversa un periodo di sperimentazione e ricerca, durante il quale inizia a collaborare con il teatro e la danza.
Nel 1990 pubblica ‘Stanze', 16 composizioni interpretate dall’arpa elettrica di Cecilia Chailly. L'album viene pubblicato anche in Inghilterra: si racconta che quando la BBC mandò in onda alcuni brani, la segreteria dell'emittente britannica andò in tilt per rispondere agli ascoltatori che volevano sapere chi era l'autore.
Ma è l'album ‘Le Onde' (1996) che rappresenta il vero punto di svolta nella sua carriera.
Con ‘Le Onde' Einaudi compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf.
Il disco, concentrato di quel suono circolare, avvolgente e minimalista che diventerà la cifra del suo stile, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica.
Nel frattempo il regista Nanni Moretti sceglie alcuni brani per il suo film Aprile, a cui faranno seguito una serie di proficue e premiate collaborazioni con il cinema, fra cui "Fuori dal Mondo" (Echo Klassik Preis) e "Luce dei miei occhi" (Italian Music Awards), di Giuseppe Piccioni, "Dr Zhivago" (Gold Word Medal New York Film Festival), di Giacomo Campiotti, "Sotto Falso Nome" (Best Filmscore Avignon Festival), di Roberto Andò, fino al più recente This is England (Best British Film – Bafta 2008), dell’inglese Shane Meadows L'atteso seguito di "Le Onde" si intitola ‘Eden Roc' (1999) e prosegue la ricerca sull'approfondimento della canzone strumentale iniziata precedentemente, con l'aggiunta di un quintetto d'archi e della collaborazione con il grande musicista armeno Djivan Gasparijan.
Sul finire del 2001 è tempo di ‘I Giorni', altra raccolta di brani per piano solo, sulla scia di un viaggio in Mali - terra di cantastorie e di antiche tradizioni musicali- durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate. L'album possiede una sua particolare leggerezza, ma allo stesso tempo è ricco e profondo. Melodie lineari, tanto suggestive da apparire ancestrali, già esistenti dentro ognuno di noi.
In Mali ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert.
Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora.
Un brano di quella performance, ‘Chameaux', sarà inserito nel disco dal vivo 'Le Festival au Désert'.
Einaudi ricambierà l'ospitalità invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti e per registrare l’album ‘Diario Mali’.
Il 2003 è caratterizzato da puntuali 'tutto esaurito' sia in Italia che all'estero.
A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)', una raccolta dei suoi successi, che supererà le 100 mila copie vendute.
Nello stesso anno è nel cartellone della Scala di Milano, dove registra il doppio live ‘LaScala: Concert 03 03 03', che contiene tutti i brani più noti dell'autore e anche un omaggio al rock con una versione di “Lady Jane” dei Rolling Stones.
Quando esce ‘Una mattina’, il primo album firmato con la Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche di musica classica.
A colpire nel segno sono le melodie ondulatorie in continuo movimento, fra accelerazioni improvvise e altrettanto subitanee sospensioni, mai così solari e ‘positive’.
Da quel momento, Einaudi inizia un tour fortunato e pressoché infinito, che lo porta in giro per l’Europa, offrendogli spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni classici e d'avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica.
Nel 2007 ha aderito a un progetto umanitario per la raccolta di fondi per la costruzione di pozzi d'acqua in Africa, gestito dall'Associazione Ali 2000/Onlus
Nel 2008 ha impegni concertistici in Italia, Svizzera, Belgio, Olanda, Francia, Germania, India, Stati Uniti e Giappone.

“Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria”
Reading con:
Kaballà, voce, chitarra acustica e armonica;
Massimo Germini, chitarra acustica e bouzouki
Ogni volta che Pippo Rinaldi, in arte Kaballà, torna a suonare nella sua Sicilia è un evento. Lo spettacolo “Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria” dell’eclettico aretista, accompagnato come sempre dal fidato chitarrista Massimo Germini, rappresenta una contaminazione fra note e parole, un modo singolare di coniugare musica, poesia e letteratura.
Un lavoro che espande i confini del concerto verso i territori del teatro, raccontando una Sicilia sempre protagonista, prepotente, dolce, aspra e sapiente. Tra le sue canzoni, Kaballà rilegge brani di poesia e prosa di grandi scrittori siciliani - da Sciascia a Pirandello, da Consolo a Brancati - narrando di una terra, un popolo, un modus vivendi, dove la canzone popolare diventa presupposto per un viaggio immaginario sul filo della memoria.

Dall'antico nome di Siracusa (Aretusa) nascono nel 1998, da un idea di Roy Paci, gli Aretuska.
Gli Aretuska di Roy Paci cominciano a farsi conoscere a livello nazionale ed europeo suonando in festival come il Lowland in Olanda, il Sunsplash in Austria, il Klinkers in Belgio, il Pepsi Island di Budapest in Ungheria, il Summerjam di Colonia in Germania, il Gurten a Berna.
Seguono diverse partecipazioni a programmi televisivi nazionali, come "Stasera pago io" con Fiorello, Rai 1, Supersonic-MTV, Play It-ReteA-All Music, Rock TV e la realizzazione di due video-clip in onda sui maggiori network televisivi.
Da quel momento non si sono più fermati: la registrazione del disco, "Tuttapposto", uscito a giugno 2003, è stata solo il preludio ad altri tour italiani e a un tour europeo - (partito a febbraio 2003). Nel 2003 arriva anche una cover, “Besame mucho”, registrata per il film di Leonardo Pieraccioni “Il paradiso all’improvviso”.
Dopo 3 album con gli Aretuska ed infinite collaborazioni e partecipazioni con gli artisti più svariati, Roy Paci raccoglie con Suonoglobal quanto seminato in qualità di trombettista e arrangiatore con ben 5 duetti (la trascinante Toda Joia Toda Beleza con Manu Chao, E’ Meglio La Vecchiaia con Erriquez della Bandabardò, Giramundo con Pau dei Negrita, Tango Mambo Jambo con i Cor Veleno, Siente Amme con Raiz) ed addirittura una canzone “a tre”, Mezzogiorno di Fuoco, che vede la partecipazione di due artisti amatissimi in Italia: Caparezza ed i Sud Sound System.
Prodotto da Fabrizio Barbacci e registrato in 8 differenti studi, il risultato é un disco che mette in pratica tutti gli esperimenti fatti dalla band durante gli anni passati insieme a incrociare e mescolare suoni e linguaggi. I testi sono cantati in un calderone di lingue e dialetti (secondo Roy le lingue più pure di tutte), e, nel caso di Toda Joia Toda Beleza, in una sorta di “itanol”, dove la grammatica spagnola è volutamente storpiata e non rispettata, adattata all’italiano o alla musica per prediligere la sonorità rispetto alla mera struttura grammaticale. L’accademia delle regole canoniche è distrutta dal suo interno per dare spazio all’orecchio ed al cuore, anche se qualche purista o qualche madrelingua probabilmente storcerà il naso. Del resto, i verbi “suonare” e “giocare” in molte lingue sono indicati con la stessa parola: spielen, play, jouer.
Suonoglobal é stato masterizzato allo Sterling Sound studio di New York con Chris Gehringer ed è uscito per V2Records.


L'avventura Litfiba iniziò così: il tastierista Antonio Aiazzi suonava in un gruppo a cui mancava il cantante. Piero lo conosceva, ma sperava che si fosse dimenticato di lui perché... "Nel 1979 ero andato a una sua festa punk e gli avevo distrutto la casa. Ripensando a quell'episodio, ridiamo ancora". L'incontro avvenne nella storica cantina di via Bardi 32, a Ponte Vecchio: oltre ad Aiazzi c'erano il batterista Francesco Calamai, il bassista Gianni Maroccolo e il chitarrista Ghigo Renzulli. "L'atmosfera era bellissima. Tutti mi accolsero bene, perfino Aiazzi". I Litfiba hanno esordito dal vivo l'8 dicembre 1980, il giorno in cui moriva John Lennon. Piero si dimostrò subito un animale da palcoscenico e improvvisando, si lanciò più volte sul pubblico come aveva visto fare a Iggy Pop: "La gente sotto palco, impreparata, per due volte si prese il mio corpo in faccia. La terza si aprì come le acque davanti a Mosé e io rischiai la vita".
Nel 1982, Piero & Litfiba vinsero il secondo Festival Rock di Bologna e incisero il loro primo singolo con front cover di Irvin Penn. Le canzoni erano "Luna" e "La preda", il cui testo venne frainteso. Sempre nell'82, uscì l'ep "Guerra": il master costò un milione e centomila lire, un vero capitale per le finanze della band.
Nel 1985 arrivò finalmente il primo album di canzoni di Piero & Litfiba: "Desaparecido" accompagnato da uno strabiliante successo nel circuito underground e infiammando d'entusiasmo la critica. Era il primo album della trilogia dedicata alle vittime del potere: dopo la parentesi di "Transea" (con una cover che ritrae Pelù come un icona del dark coperto di rosari e croci), la trilogia si è completata con "17 RE" (1986) e "Litfiba 3" (1988), anticipato nel 1987 dal live "Aprite i vostri occhi". Fra tutti i dischi pubblicati da Piero & Litfiba negli Anni 80, "17 RE" era, e rimane ancora oggi, quello preferito di Pelù, che nel frattempo aveva assunto un nuovo nome di battaglia: Piotre degli Urali, in omaggio alla cultura tzigana, una passione ancora oggi fortissima.
Nel settembre del 1986, Piero fu promotore del comitato La musica contro il silenzio: nell'anniversario dell'assassinio di Dalla Chiesa, organizzarono un maxi concerto a Palermo contro la mafia. Fu il primo grande festival new wave italiano, al quale parteciparono i migliori gruppi rock emergenti: Moda, Detonazione, Diaframma, Neon, Gaznevada, Denovo, Afrodisia, Plain Air, Joe Perrino & The Mellowtones, Viridanse, Violet Eves... Nel 1988, "Tex" (un brano dell'album "Litfiba 3") metteva in musica il rispetto per i pellerossa, forte in Piero fin dai tempi delle scuole medie, quando lesse "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee", un libro illuminante sulle bugie che il governo di Washington raccontava ai nativi americani prima di farli marcire nelle loro "riserve".
Fra le tante esibizioni live che seguirono "Litfiba 3", uscito a maggio del 1988, fu memorabile "S.O.S. Racism" a Parigi con Bruce Springsteen, Ziggy Marley e 200 mila spettatori. E' dell'88, anche la collaborazione di Pelù con Teresa De Sio in una lunga suite intitolata "La storia vera di Lupita Mendera" che faceva parte di "Cinderella Suite", l'album prodotto da Brian Eno e Peter Brooks.
Nel 1996 ha cantato con Luciano Pavarotti per "War Child" e ha scritto l'introduzione a un libro di poesie di Jacques Prévert ("Questo amore", Ed. Salani), leggendole poi in teatro. Nel 1998 ha duettato con la grande Mina nel brano "Stay" del suo cd "Olio", intitolato così dopo che Piero le aveva regalato, appunto, olio della sua terra.
Negli Anni 90 Piero & Litfiba pubblicarono i dischi che compongono la "tetralogia degli elementi": "El Diablo" 1991 (il fuoco), "Terremoto" 1993 (la terra), "Spirito" 1995 (l'aria) e "Mondi sommersi" 1997 (l'acqua). Il quinto elemento (il tempo) fu anche quello decisivo nella storia di Piero con i Litfiba: "Infinito" uscì nel gennaio 1999, ma già da sei mesi le divergenze fra Pelù e alcuni membri del progetto Litfiba erano diventate insanabili nonostante il successo di pubblico in ascesa che gli fece vendere quasi 5 milioni di copie negli anni '90. A dare nuovo entusiasmo a Piero in crisi fu anche la band: Daniele "Barni" Bagni (basso), Frank Caforio (batteria) e Roberto Terzani (tastiere) lasciarono i Litfiba per seguirlo nella sua avventura solista. Ai tre musicisti si è aggiunto subito il chitarrista Cristiano Maramotti, formando il gruppo chiamato SUPERCOMBO.
E' del 99 il singolo "Il mio nome è mai più", incisa con Ligabue e Jovanotti a favore di Emergency e in segno di protesta per i bombardamenti su Belgrado. Con i proventi di quel disco, che ha venduto oltre 500 mila copie (un record ineguagliato per un singolo), sono già stati costruiti due ospedali.
Il 21 aprile 2000 è uscito il suo primo album da solista: "Né buoni né cattivi", che ha debuttato dal vivo nella festosa cornice dell'Heineken Jammin' Festival 2000 di Imola con Pelù nel prestigioso ruolo di headliner principale. Nel lungo tour successivo, più di cinquanta concerti, Piero ha condiviso il palco con trampolieri, mangiafuoco e giocolieri, allargando il Circo Pelù alle arti di strada. Altra esibizione memorabile è stata quella del 2001 al Concerto del Primo Maggio di Roma, davanti a una folla di oltre 800 mila persone.
Sempre nel 2001 è stato invitato al "Festival di Sanremo" come superospite: Piero ha affrontato il tema delle mine antiuomo, una barbarie che continua a causare migliaia di vittime innocenti.
Fra il 2001 e il 2002 ha lavorato al nuovo disco: la prima canzone è "Bene Bene Male Male" che, dopo una settimana di programmazione radiofonica, viene presentata per la prima volta dal vivo all'MTV Day del 14 settembre a Bologna. L'11 ottobre esce l'album "U.D.S. L'Uomo Della Strada" (Teg – Wea Records), capitolo secondo della "trilogia dei sopravvissuti". Piero Pelù è autore, arrangiatore e produttore artistico del disco, registrato presso le Officine Sonore O-Zone di Firenze. Il cast artistico di "U.D.S. L'Uomo Della Strada" è imponente: la cantante indonesiana Anggun duetta con Piero nel brano "Amore immaginato"; fra i musicisti, assieme all'inseparabile SUPERCOMBO (Caforio, Bagni, Maramotti), troviamo Robbi Terzani, Francesco Magnelli e Boosta dei Subsonica (tastiere), Vinnie Colaiuta (batteria), Roy Paci (tromba) e Paolino "Ramingo" Baglioni (percussioni e cori).
Dopo "NE' BUONI NE' CATTIVI "(2000) e "UDS L'UOMO DELLA STRADA" (2002), il terzo album di PIERO PELU' s'intitola "SOGGETTI SMARRITI" , ed esce il 30 aprile 2004 (per la Wea Records del gruppo Warner Music Italia). L'album è anticipato dalla diffusione del primo singolo, "Prendimi così", in tutte le radio dal 9 aprile. Con uno sguardo più verso il suo mondo interiore ed i rapporti interpersonali, nella realizzazione di "SOGGETTI SMARRITI" Piero ha ritrovato il Pelù che tutti conoscono, quello grintoso e dolce al tempo stesso, che unisce con naturalezza potenza rock e melodie. L'album affonda le sue radici anche nella storia dei Litfiba, tanto che Piero ha inserito in "SOGGETTI SMARRITI" una versione riarrangiata di " Re del silenzio ", dal mitico album " 17 Re " dei Litfiba. "SOGGETTI SMARRITI" è il risultato di tre ingredienti che danno l'idea del lavoro creato e sviluppato da Pelù: la sua voce, sferzanti melodie e grandi chitarre. Prodotto dall'artista toscano, con un collaboratore, nel mixaggio dei brani, del rango di Tim Palmer (U2, Ozzie Osbourne, Tears For Fears...), "SOGGETTI SMARRITI" segna una tappa importante nella storia di Piero Pelù solista.
Da luglio 2004 a maggio 2005, Piero Pelù è stato impegnato in una lunga tournèe (organizzata da Barley Arts) che l'ha visto impegnato non solo in tutta Italia, ma anche in Francia e Svizzera.
Il 21 ottobre 2005 esce in tutti i negozi una raccolta dei suoi brani dal titolo "PRESENTE" (Warner Music Italia) con due canzoni inedite "Nel mio mondo" e "Presente".
Il 2006 vede Piero Pelù impegnato nella composizione e nella registrazione dei brani del nuovo album “In Faccia”, il primo per SonyBmg.. Il singolo “Tribù” viene presentato in anteprima al concerto del Primo Maggio, dove lo straordinario impatto sonoro del brano arriva al pubblico in tutta la sua forza dirompente. L’album “In faccia”, contenente dieci brani inediti, è fortemente rock e viene pubblicato il 9 giugno 2006. Si rivela essere il disco della svolta, quello in cui Piero Pelù fa a pezzi ogni condizionamento e battezza ufficialmente la sua terza vita. Segue il tour legato a questo nuovo lavoro.
Il 18 aprile 2007 Piero Pelù tiene un grandioso concerto al Conservatorio di Milano per “Storytellers” di MTV. La performance dà origine al cd “MTV Storytellers”, che esce il 22 giugno. E’ il primo di un artista italiano per il prestigioso marchio nato negli Stati Uniti per VH1 e importato in Italia da MTV.
Nel gennaio 2008 Piero Pelù entra in sala di registrazione per iniziare la lavorazione del suo nuovo album, la cui uscita è prevista per il 18 aprile 2008. Dalle sue pagine personali su MySpace, Pelù crea un contatto diretto quotidiano con il pubblico, filmando il ‘backstage’ della registrazione dell’album. Questi appuntamenti via web culminano con il filmato di una personalissima ‘cover’ di “Revolution” dei Beatles che ottiene straordinario successo con oltre 12.000 ‘views’ in un mese circa.